Arte che legge per #booksMW


Nel libro La Sovrana lettrice di Alan Bennet, la regina d’Inghilterra, dopo aver scoperto il piacere della lettura, contrae una sorta di dipendenza dall’oggetto libro, che ha il sopravvento su ogni altro interesse tanto da farle stravolgere perfino il tradizionale protocollo di corte. Un mondo di racconti  si apre alla mente della sovrana che pure ha visitato, e quindi  visto con i propri occhi, quasi ogni luogo del pianeta. Ma le storie che ha intravisto lei non sono le stesse raccontate nei libri, che nascono autonomamente nella mente degli autori e vivono di vita propria coinvolgendo anche i lettori.

Così si apre il mondo parallelo della scrittura e della lettura, che solo in parte corrisponde al mondo reale e, anche quando sembra sovrapporsi, non è mai lo stesso. Una sensazione che deve aver provato anche la Ciociara che legge, un’opera del Museo di Roma in Trastevere che riproduce una giovane donna colta, nel mezzo del nulla, da un attacco urgente di desiderio di leggere, forse di ritrovare il filo di un mondo rivelatole in quelle pagine, tale da farle dimenticare del tutto ciò che la circonda.

Oppure la signora elegante, riprodotta nel Ritratto di donna di Giovanni Girolamo Savoldo della Pinacoteca dei Musei Capitolini, che, pur guardando il suo pubblico, sembra intenta a ricordare e dipanare qualche vicenda appena appresa nel libro ancora socchiuso tra le sue dita al punto nevralgico. Anche il buon Luciano Luigi Bonaparte del Museo Napoleonico ci guarda ma sembra non vederci: sulla tonaca è adagiato un libro aperto: che abbia appena appreso un insegnamento morale imprescindibile? Alberto Moravia, nel  dipinto del 1969 di Sergio Vacchi conservato nella Casa Museo a lui dedicata, nonostante abbia alle spalle un’atmosfera marina a dir poco irrequieta, è troppo assorto nella lettura per accorgersi della tempesta in arrivo.

Epaphroditus grammaticus sembra avere un rapporto più serio con le parole, forse dipenderà dal tipo di attività svolta che non lascia molto spazio alla fantasia: la scultura che riproduce l’erudito M. Mettio Epafrodito è attualmente esposta al Museo dell’Ara Pacis nella mostra Spartaco. Schiavi e padroni a Roma.

L’immagine ripresa dalla mostra Poetry di Adonis e Rotelli, recentemente alla Pelanda di Roma, è al contrario un’esortazione all’uso dell’immaginazione e condensa in sé il concetto di arte che legge, ossia di lettura come azione per nulla passiva.