Inno alla primavera | #6GradiMiC


È arrivata finalmente la primavera alla quale, grati, dedichiamo l’appuntamento di marzo con i #6GradiMiC.

Per chi non lo sapesse ancora #6GradiMiC è un appuntamento mensile in cui raccontiamo attraverso sei passaggi fatti di immagini e parole il ricco e inimitabile patrimonio artistico contenuto nei Musei in Comune.

Diamo, dunque, il benvenuto alla primavera con il noto motto “aprile dolce dormire”, come sembra essere intenta a fare Ester in questa tela ai Musei Capitolini di Giovanni Bonati datata XVIII secolo.

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Primo grado: dal sonno al risveglio.

Lasciando alle spalle il letargo invernale, la primavera ci sorprende con le sue fioriture. Lo sapevano bene i giapponesi che esponevano kakemono appropriati ad ogni periodo dell’anno come quest’acquerello del Museo Napoleonico.

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Secondo grado: di fiore in fiore.

Quest’olio di Giovanni (o Niccolò) Stanchi arricchisce la nostra primavera di fiori sbocciati e altre leggere presenze di uccelletti colorati in volo. Nella foto Festone di fiori nei Musei Capitolini.

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Terzo grado: di colore in colore.

Primavera è tempo di colori, dal rosso rosa giallo dei fiori al magnifico blu delle farfalle del genere Morpho, visibili in tutta la loro bellezza al Museo Civico di Zoologia, ma che volano libere nelle foreste sudamericane.

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Quarto Grado: dal blu al verde.

Dal Museo Civico di Zoologia al Museo Carlo Bilotti la strada è poca e la primavera cambia leggermente colori passando dall’azzurro delle farfalle al verde del prato e degli alberi di Villa Borghese.

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Quinto grado: di villa in villa.

Non chiamatela però villa, il suo vero nome è Casina e fa bella mostra di sé a Villa Torlonia. Il suo secondo nome è delle Civette, ma molti altri animali la abitano, come i cigni e i pavoni. La primavera le fa onore circondandola anche di fiori.

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Sesto e ultimo grado: dalle civette alle rondini.

È primavera e arrivano le rondini, eccole venirci incontro leggere dalle vetrate della Casina delle Civette.

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