Agosto? Un’idea degli dei


Una tesi suggestiva e poetica considera come svolta essenziale nell’evoluzione della civiltà un tempo in cui il potere sarebbe stato privilegio femminile con deciso progresso dell’etica e del costume.

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Statua di Demetra (da originale della prima metà del V secolo a.C.) nei Musei Capitolini

La teoria è di Johann Jakob Bachofen, giurista, storico e antropologo svizzero, esposta nella sua opera Das Mutterrecht (Il Matriarcato), della seconda metà del 19° secolo.  Simbolo di questa ipotesi è la dea Demetra (Cerere per i romani), divinità materna dispensatrice di fecondità per tutta la terra.

In realtà la sua vita non appare sempre felice: la figlia Persefone,  così cantata da Omero:

ché dalla sua radice germogliano cento corolle,
e per il suo profumo fragrante sorride la terra,
alto sorride il cielo, sorridono i flutti del mare

suscita per queste sue doti la bramosia di Ade, divinità degli inferi, che la rapisce e la porta con sé in quel luogo  poco desiderabile.

Demetra si dispera e, per il dolore, anche la terra diventa sterile fino a quando, raggiunto un compromesso con l’Olimpo, la dea riesce a riavere con sé la figlia per metà dell’anno, dalla primavera all’autunno. E fu così che anche le stagioni cominciarono ad alternarsi su questa terra.