Archivio categoria: Roma in Scena

Stasera i Musei in Scena

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Continua anche stasera la straordinaria apertura notturna dei Musei con gli spettacoli di Roma in Scena. QUI il programma di oggi.

MUSEO DI ROMA – “Una visita molto privata”

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Dal 1 al 18 dicembre (ad eccezione del 5 e del 12) al Museo di Roma – Palazzo Braschi alle ore 21.30 “Una visita molto privata” ideata e diretta da Roberto Marafante. Costruito… Continua a leggere

La TRAVIATA al Museo Napoleonico

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Al Museo Napoleonico, domani sera 1 dicembre, alle ore 20.00, LA TRAVIATA di G. Verdi – In occasione del 150° anniversario dell’unità d’Italia. Opera lirica in tre atti, tratta da La Signora delle… Continua a leggere

Sabato Sera nei Musei: 26 novembre

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Proseguono le aperture serali straordinarie del sabato sera, promosse dall’Assessore alle Politiche Culturali e Centro Storico di Roma Capitale. I seguenti musei saranno aperti dalle ore 20.00 all’1.00 (ultimo ingresso ore 24.00) con… Continua a leggere

Museo Palcoscenico – L’Iliade di Alessandro Baricco

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Mercoledì 16 Novembre alle ore 21.00, alla Centrale Monemartini:  Museo Palcoscenico – L’Iliade di Alessandro Baricco, una lettura mise en espace dell’Iliade di Alessandro Baricco. La particolarità dello spettacolo è soprattutto nella riscrittura di… Continua a leggere

Stasera Roma in Scena

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Stasera alle ore 21.00 al Casino Nobile, “Musica Antica a Villa Torlonia – Anche il Bello deve morire!”, un Concerto di musica antica nell’ambito di Roma in Scena che vede impegnato Simone Vallerotonda… Continua a leggere

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    #Capolavori Tritone, #scultura dell'ultimo quarto del XVI secolo in marmo bianco, ora nel Deposito delle sculture di #VillaBorghese presso il #MuseoCanonica di #Roma.

Il tritone è rappresentato seduto nell’atto di soffiare dentro una buccina. Il tritone, insieme ad altri tre simili e quattro mascheroni, decorava la Fontana del Moro di #PiazzaNavona. Le otto sculture, a causa del deterioramento, furono sostituite nel 1874 da copie eseguite dallo scultore Luigi Amici e ricoverate presso il Semenzaio di S. Sisto dove rimasero fino al 1909 quando furono portate a Villa Borghese per decorare una fontana creata per abbellire il Giardino del Lago che pertanto prese il nome di Fontana dei Tritoni e dei Mascheroni. Nel 1988 le sculture, assai rovinate, furono rimosse e trasferite nel deposito del Museo #PietroCanonica per essere restaurate. Una passione sfrenata per l'arte è un cancro che divora ogni altra cosa.
– Charles Baudelaire

#Buongiorno e buona domenica dal Museo di #Roma in #PalazzoBraschi dove fino al 7 maggio 2017 è in corso l'eccezionale mostra "#ArtemisiaGentileschi e il suo tempo". #Capolavori Statua di satiro danzante, #scultura da originale di età ellenistica, ora nella #CentraleMontemartini di #Roma.

La statua rappresenta un satiro, chiaramente riconoscibile da alcune caratteristiche, come i lineamenti ferini, le orecchie appuntite, i capelli coronati da una ghirlanda di pino. Il satiro è colto nel momento in cui sta compiendo un passo di danza, in punta di piedi e con la gamba sinistra leggermente avanzata. La posizione delle braccia, ricostruibile sulla base delle numerose repliche del tipo conservate, doveva accentuare il senso di movimento della figura: il braccio sinistro teneva aperta la nebride (pelle di capra), a raccogliere dei frutti; il destro era sollevato sopra la testa a reggere il pedum (bastone curvo adoperato dai pastori). La figura è sostenuta da un tronco di albero, sul quale si trovava una pantera: di questa si conservano solo le zampe anteriori appoggiate all'albero. È un enigma che sempre si rinnova: le grandi opere sono forme visive che raggiungono in noi l'evidenza di un'adeguatezza senza tempo. — Muriel Barbery

#BuongiornoRoma e buon weekend dai #MuseiCapitolini dove stasera vi aspetta un nuovo appuntamento con l'iniziativa "Nel weekend l'arte si anima"! #Capolavori Diogene e Platone di #MattiaPreti (Taverna 1613 - La Valletta 1699) olio su tela della Pinacoteca dei #MuseiCapitolini di #Roma.

Il quadro proviene dalla collezione Sacchetti e insieme a numerosi altri dipinti di questa importante raccolta è stato ceduto al Campidoglio nel 1748, costituendo così il nucleo iniziale della Pinacoteca Capitolina. L’opera ha un pendant con Eraclito e Democrito, da cui è stato separato negli anni trenta dell’Ottocento con il trasferimento della seconda tela nella Pinacoteca Vaticana. Un primo progetto della stesura definitiva si rintraccia in un disegno oggi conservato nella raccolta grafica del Kunstmuseum di Düsseldorf. E’ del tutto verosimile che il dipinto, così come il pendant, fosse in origine una “sopraporta”, come suggeriscono sia le dimensioni sia l’inquadratura prospettica. E’ probabile che sia stato ordinato al pittore dal cardinale Giulio Sacchetti intorno alla metà del secolo per la nuova residenza della famiglia Sacchetti nel palazzo di via Giulia a Roma, in un periodo in cui il pittore gode di una particolare fortuna nel panorama artistico della città dei papi: al 12 gennaio 1650 risale il contratto per la sua più celebre impresa pittorica romana, la decorazione ad affresco di parte dell’abside della chiesa di Sant’Andrea della Valle. La scelta delle “coppie” di filosofi appartiene alla tradizione erudita della pittura italiana del Seicento, in particolare in ambito meridionale, all’interno del vivace dibattito culturale che vede talvolta feroci (ed estenuanti) contrapposizioni tra diverse “scuole” di pensiero. La raffigurazione congiunta di filosofi dal differente pensiero tendeva sia a stemperare il clima della ricerca filosofica sia a dimostrare la necessità della contemporanea presenza di varie “visioni del mondo”. Mattia Preti, con la classica eleganza del suo stile raffinato, concentra l’attenzione sulle figure dei filosofi (da notare come la frase “Causa causarum miserere mei” – O Causa delle cause (Dio) abbi pietà di me – fosse all’epoca ritenuta l’ultima frase pronunciata da Platone, mentre la tradizione più recente la riferisce a Cicerone). I dettagli fanno la perfezione e la perfezione non è un dettaglio,
— Leonardo da Vinci.

#Buongiorno dal Museo dell'#AraPacis di #Roma dove stasera e domani sera (24 e 25 febbraio) dalle 20 alle 24 torna l'#ARAcomera, il racconto multimediale, in cui storia e tecnologia si incontrano per una visita immersiva e multisensoriale dell’Ara Pacis. Il restauro della Sala degli Imperatori dei #MuseiCapitolini di #Roma ha restituito agli intonaci il loro colore originario, compromesso in modo significativo dall’azione del tempo. Sono state, in particolare, restituite le tonalità adottate nel XVIII secolo, recuperando i colori azzurro-cinerino (“color dell’aria”) delle pareti e il delicato bianco avorio adottato per il partito architettonico, le lesene a decorazione vegetale, le corone a foglia di quercia. Un accurato intervento di recupero ha riguardato i sei bassorilievi antichi incastonati nelle pareti, tra cui spiccano quello raffigurante il mito di Perseo che libera Andromeda, quello con #Endimione addormentato su una roccia e quello dedicato alle Ninfe. Liberati infatti dallo spesso strato di polvere e dalle incrostazioni, alleggeriti dalle pesanti e invadenti stuccature, sono oggi apprezzabili in tutta la loro qualità formale ed estetica, confermando appieno l’ammirazione suscitata nei secoli passati presso gli artisti e gli studiosi. Di particolare interesse la scoperta dell’integrazione settecentesca in terracotta presente nel sarcofago con combattimento dionisiaco, realizzata per completare mimeticamente la lacuna dell’originale. Di sicuro effetto anche il restauro degli otto busti sulle mensole e l’ottimale ripristino dei banconi sostenenti i ritratti imperiali, realizzati magistralmente in stucco e decorati a finto marmo. Se fossimo soli l’immensità sarebbe davvero uno spreco,
— Isaac Asimov.

#Buongiorno dai #MercatidiTraiano dove ancora per 10 giorni sarà possibile camminare tra le opere dell’artista messicano Gustavo Aceves ognuna delle quali rappresenta un momento di una particolare diaspora della storia antica: LAPIDARIUM. Statue of #Antinous.
Empereor Hadrian's favorite is depicted as Apollo (AD 130-138). From Via dei Fori Imperiali (1933). M.C. inv. 2305; Greek insular marble. 
Musei Capitolini - sede #CentraleMontemartini (dismissed Power Plant). #Repost @daniele_cenci with @repostapp
Photo D.C., 19/02/2017.
#ancientrome #ancientart #beauty #statue #roma #rome #greekart #marble #foreveryoung #ancient #igtravel #italy #italia #loveitaly #history #storia #archeologia #archaeology #kings_alltags #igersroma #travelingram Non accontentarti dell’orizzonte. Cerca l’infinito.
— Jim Morrison.

#Buongiorno dal #MuseodelleMura di #Roma #AccaddeOggi il 21 febbraio 4 d.C. moriva a soli 24 anni presso Limira #GaioCesare. Figlio di Agrippa e di Giulia, dopo la morte di Marcello, fu adottato da Augusto (suo nonno) insieme al fratello Lucio. Fu senatore e console, sull'Eufrate ha trattato la pace con il re dei Parti. Quando l'#AraPacis fu inaugurata aveva 11 anni.

Questo suo ritratto è conservato nel Museo dell'Ara Pacis di #Roma. "maggio Marzo 1991" - "Febbraio 1994" by Francesco del Drago 
#MuseoBilotti, Orangerie de La Villa Borghese.

#Repost @zeine_christelle with @repostapp
#Rome #Roma #art #villaborghese #borghesegardens #bilottimuseum #CarloBilotti #ArtCollection #francescodeldrago #paintings Quando camminerete sulla terra dopo aver volato, guarderete il cielo perché là siete stati e là vorrete tornare.
—  Leonardo da Vinci

#BuongiornoRoma dai #MuseiCapitolini dove fino al 17 aprile 2017 è possibile visitare la mostra #Leonardo e il Volo. Il manoscritto originale del Codice e un’esperienza multimediale e 3D. La Sala degli Orazi e Curiazi, all’interno dei #MuseiCapitolini di #Roma, torna al suo massimo splendore per essere nuovamente ammirata nella sua bellezza e apprezzata con l’eleganza di una sua rinnovata veste.

Un intervento di restauro, reso possibile grazie all’atto di mecenatismo di Mr. Alisher Usmanov che ha contribuito destinando a questo progetto la somma di 300.000 euro, ha consentito di ripristinare la bellezza del ciclo pittorico che era stato pesantemente interessato dagli effetti di infiltrazioni d’acqua dovute alla pioggia.

Sono quindi terminati i lavori di restauro che hanno riguardato, in particolare, la fascia superiore delle pareti interne dove si trovano gli affreschi di Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d’Arpino e il soffitto ligneo cassettonato, realizzato nel 1884 in sostituzione di quello cinquecentesco. Il soffitto presentava un generale sbiadimento e diverse disconnessioni: mancavano molti motivi ornamentali ed era presente un diffuso deterioramento per l’attacco di insetti xilofagi.

I lavori, avviati il 9 maggio scorso con la consegna della Sala alla ditta aggiudicataria della gara di appalto, si sono svolti in modalità “open”: anche per questo cantiere, infatti, la Sovrintendenza Capitolina ha previsto un passaggio all’interno della sala per dare ai visitatori l’opportunità di vedere i lavori in corso d’opera.

Inoltre, per fare avvicinare il pubblico alla tecnica di esecuzione dell’affresco, sono state organizzate speciali visite didattiche che, grazie ad una passerella all’uopo predisposta, hanno “elevato” i visitatori all’altezza degli affreschi, regalando loro una esperienza memorabile e unica nel suo genere. #Repost @b_e_t_t_a_ with @repostapp
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La Pace in Due. {Voglio invecchiare così.}
#tucosacivedi #puntidivista #laverapoesia #amoredifferente #art#aracomera #arapacis #Temperaturaeumiditàcostanti #rome #city Che stupidi che siamo, quanti inviti respinti, quante parole non dette, quanti sguardi non ricambiati. Tante volte la vita ci passa accanto e noi non ce ne accorgiamo nemmeno.
[da "Le fate ignoranti", regia di Ferzan Özpetek]

#Buongiorno e buon inizio di settimana! [#FacceDaLunedì: Ritratto di Maria Luigia d'Austria nel #MuseoNapoleonico di #Roma] #Capolavori Gli Amanti di #GiovanniPrini, scultura in marmo del 1909c.
 in mostra alla Galleria d’arte moderna di #Roma.

Acquistata nel 1926 alla XCII Esposizione della Società Amatori e Cultori di Belle Arti di Roma. Dell'opera che conobbe un’ampia fortuna critica Prini realizzò repliche di dimensioni e tecniche diverse, traducendola in ceramica, in gesso e bronzo. I contatti maturati dall'artista nell'ambiente romano nel primo decennio del secolo determinarono l'abbandono delle prime formule di derivazione impressionista per una maggiore saldezza formale. Il tema maturato nel clima internazionale tardo ottocentesco denota nella posa e nel linearismo tendente all’astrazione, l'influenza del #Bacio di #Klimt esposto a Roma in occasione dell'esposizione del 1911.
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