La versione di Shakespeare

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Come t’avevo fatto giuramento, signora, ed obbediente al tuo comando – cui l’amore mi fa sacro dovere di obbedire – ti do questa notizia: Cesare intende far ritorno a Roma attraverso la Siria;… Continua a leggere

Un leone, tre monti e una stella

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Borgo: dai giardini di Agrippina a via della Conciliazione Area aperta sulla sponda occidentale del Tevere, gli Horti Agrippinae erano racchiusi tra il fiume, il colle Vaticano e il Gianicolo e comprendevano vari… Continua a leggere

La libera testa di Agrippina Minore

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Il luogo in cui venne alla luce sembra ne evochi già il futuro: nata nel 15 d.C. nell’accampamento militare del padre, ad Ara Ubiorum sulla sponda sinistra del Reno, in seguito Colonia Agrippinense… Continua a leggere

Sport mentale

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Ultimogenito del celebre drammaturgo Luigi e di Maria Antonietta Portolano, entrambi originari di Agrigento, Fausto Pirandello nasce a Roma, ma custodisce nelle sue opere i colori caldi dei luoghi siciliani nei quali trascorre… Continua a leggere

La #MuseumWeek 2016 dei Musei in Comune

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Si è appena conclusa la terza edizione della #MuseumWeek che ha nuovamente visto Musei in Comune Roma tra i protagonisti principali di questa grande vetrina sul mondo dell’arte e sulle realtà museali di… Continua a leggere

Lucrezia

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 Una tragedia classica, non solo per l’intricata sceneggiatura ricca di colpi di scena ma anche per la materia sempre attuale dei fatti: è la storia di Lucrezia, moglie di Collatino cugino del re… Continua a leggere

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    #Capolavori "Testa di pugilatore", copia in marmo della prima età imperiale di un originale greco del V sec. a.C., esposto nella #CentraleMontemartini.

Il busto raffigura un atleta con le tipiche fasce di cuoio sulla testa utilizzate dai pugili per proteggersi durante la lotta. L'opera è considerata pertinente ad una statua probabilmente affine a quella dell'atleta Amelung, capolavoro attribuito a Mirone. L'espressione del volto e i caratteri fisiognomici sono idealizzati.

#art #sculpture #museum #Roma #Rome La gioia è come il volo.
~Emily Dickinson

#Buongiorno dal Casino Nobile dei Musei di #VillaTorlonia !

#Roma #Rome #art #painting #museum #Capolavori L'imperatrice Eugenia, olio su tela, di Franz Xaver Winterhalter nella collezione del #MuseoNapoleonico di #Roma.

Il dipinto, eseguito nel 1853, è il primo ritratto ufficiale della giovane imperatrice, sposa di Napoleone III. Eugenia de Guzman, contessa di Teba e Montijo (1826-1920), figlia di un grande di Spagna che nel 1807 aveva combattuto per i Francesi, conosce Luigi Napoleone quando questi è presidente della Repubblica Francese. Bella, elegante, incanta il Prince-Président che la sposa nonostante che i consiglieri lo dissuadano.
Franz Xaver Winterhalter esegue questo ritratto contemporaneamente a quello dell’imperatore Napoleone III. I due ritratti risultano graditi alla coppia imperiale tanto che vengono presentati all’Esposizione Universale di Parigi e valgono al pittore la nomina a peintre attitré de la Cour de Napoléon III.
Eugenia è ritratta in grand costume, davanti al trono, con la corona appoggiata su un pouf; sullo sfondo, oltre un ampio tendaggio, si intravede uno scorcio delle Tuileries.

#art #painting #museum #Rome Ero giunto a quel livello di emozione dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti. ~Stendhal

#Buongiorno e buon inizio settimana dal Museo dell' #AraPacis di #Roma!

#BuongiornoRoma #igersroma #igerslazio #igersitalia #Rome  #loves_roma #lamiaroma #picoftheday #photooftheday #Capolavori Testa maschile frammentaria, copia romana da originale greco del IV sec. a.C. in marmo pentelico, ora nel #MuseoBarracco di #Roma.

Testa di raffinata esecuzione che rappresenta la copia romana da una statua di Ercole realizzata nell’ambito del IV secolo a.C., la cui migliore copia è oggi conservata nel Paul Getty Museum di Malibu. #Buongiorno e buona domenica dal Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina di #Roma.

Varcare una soglia, entrare in una nuova dimensione: è quanto promette un piccolo ma intrigante museo posto sulla sommità del Gianicolo, che ha in Porta S. Pancrazio la sua virtuale porta del tempo. Inoltrandosi nelle sale del Museo della Repubblica Romana e della Memoria Garibaldina, infatti, grazie all’ausilio di tecnologie multimediali coinvolgenti e a carattere immersivo, è possibile rivivere da testimoni oculari l’atmosfera rivoluzionaria del biennio 1848-49, ascoltando alcuni dei protagonisti di quella straordinaria stagione raccontare con viva voce vicende, personaggi e ideali di quei tormentati anni di lotta. Impossibile non farsi catturare dalla narrazione partecipata e incalzante dei fatti, impossibile non commuoversi e immedesimarsi nei tragici eventi che portarono la Roma repubblicana del 1849 a resistere e poi a capitolare dopo un cruentissimo assedio di cui fu teatro proprio il Gianicolo. L’emozione è di scena nel rivivere il fragore dei cannoneggiamenti francesi, lo schianto delle mura, il concitato movimento delle truppe, i destini spezzati: la storia da oggi parla direttamente ai sensi e al cuore, proprio là dove si è svolta; e l’incontro finale con i rarefatti cimeli garibaldini esposti non potrà più, a questo punto, lasciare indifferenti. La storia siamo noi. #Capolavori Cavaliere con due personaggi antichi in riva al mare, dipinto del 1929 circa di Giorgio de Chirico, nel #MuseoBilotti di #Roma.

In una valle in cui cielo e terra si confondono si stagliano in primo piano tre personaggi sulla riva di un mare appena accennato: un giovane biondo e ricciuto su di un cavallo rosso con la coda e la criniera nerissime e voluminose; a sinistra del cavaliere un guerriero dal profilo attico, con l’elmo piumato e la barba a punta; a destra un giovane ignudo con una lancia, dall’aspetto di eroe antico ma dal volto senza lineamenti. Sulla sommità della collina, sullo sfondo, si intravede un’acropoli. Siamo in una Grecia antica ormai sparita di cui rimangono solo le vestigia a ricordare la fine di un’epoca e dove i personaggi sono come le comparse teatrali o i manichini di una messa in scena. #Buongiorno e buon fine settimana dal #MuseoDelleMura a #Roma.

Il Museo delle Mura è ospitato all’interno della #PortaAppia, una delle più belle e imponenti della cinta muraria costruita dall’imperatore Aureliano tra il 270 e il 275 d.C. La Porta, che si apriva in corrispondenza del tracciato della Regina Viarum, assunse nel Medioevo il nome di Porta S. Sebastiano, per la vicinanza del luogo di sepoltura del martire.
La visita del #Museo offre l’opportunità di conoscere, con l’ausilio di plastici e pannelli didattici, non solo le trasformazioni che le Mura Aureliane, e Porta S. Sebastiano in particolare, hanno subito attraverso i secoli, ma anche le vicende storiche e i personaggi che si sono succeduti in questi spazi. Estremamente suggestivo è il percorso all’interno del camminamento di ronda e delle torri che si innalzano ogni 30 metri. Si possono notare le feritoie per gli arcieri, in più punti trasformate nel 1848 per adattarle alla fucileria, quando le mura furono teatro di scontri durante la Repubblica Romana. Il percorso di visita prevede, per finire, l’accesso alla terrazza che sovrasta la torre occidentale della Porta, dalla quale si può ammirare uno splendido panorama. #Capolavori Combattimento di gladiatori, dipinto del 1933-1934 di Giorgio #deChirico, ora nella Galleria d’Arte Moderna di #Roma per la mostra #RomaAnniTrenta.

La mostra è dedicata alle opere acquistate dal Governatorato di Roma alle prime edizioni delle Quadriennali d’Arte (1931-1935-1939), importanti manifestazioni espositive, destinate a rappresentare l’arte italiana contemporanea nelle sue diverse tendenze. #Buongiorno dal #MuseoBarracco di #Roma.

In una preziosa cornice architettonica cinquecentesca, situata tra #PiazzaNavona e Campo de’ Fiori, si è conservata intatta una straordinaria raccolta di sculture antiche formata tra la fine dell’800 e l’inizio del ‘900. Il colto collezionista che ha dedicato la vita a comporre questo suggestivo panorama della scultura antica è Giovanni Barracco, barone calabrese di antica nobiltà, ottavo di dodici figli e membro del Parlamento dell’Italia unita per più di cinquant’anni. Con un lucido programma ben pianificato, dagli intenti enciclopedici e didascalici, che riflette una cultura illuministica di stampo settecentesco ma lascia ampio spazio ai più recenti studi scientifici sull’arte antica, Barracco intende illustrare l’evoluzione della scultura, “la più nobile della arti” come ebbe occasione di dire, espressione delle principali civiltà affacciate sul bacino del Mediterraneo. E così, attraverso 400 tra opere e frammenti ben scelti, di altissima qualità, il collezionista ci conduce in un percorso affascinante che tocca l’arte egizia, assira, cipriota, etrusca, greca e romana, fino a qualche esemplare di arte medievale. #Capolavori Menotti Garibaldi con il figlio accanto al ritratto di Giuseppe Garibaldi, #fotografia di Henri Le Lieure de L’Aubepin (1831-1914) nella collezione del #Museo di #Roma - #PalazzoBraschi.

La fotografia, stampata dal negativo originale nel 1953, raffigura Menotti Garibaldi primogenito dell’Eroe dei due Mondi. Nato in Brasile nel 1840, trascorse l’adolescenza a Nizza e poi a Caprera, partecipò alla spedizione dei Mille e dopo l'Unità d'Italia, nel 1876, divenne deputato al parlamento. L’autore della foto Henri Le Lieure, noto come ritrattista dell’aristocrazia, il cui studio venne rilevato nel 1908 da Riccardo Bettini, coglie il personaggio all'epoca del suo mandato politico, insieme al figlio, accanto all’immagine di Giuseppe Garibaldi, secondo un intento che unisce la memoria familiare alla celebrazione storica del condottiero.
#TBT #Throwbackthursday #Buongiorno dal #MuseoBilotti di #Roma.

Ha sede nell’antica Aranciera di #VillaBorghese, un tempo Casino dei Giuochi d’Acqua, nome che ne sottolinea la vocazione ludica, come sede di eventi e di feste mondane. Dell’antico apparato decorativo, promosso da Scipione e poi, soprattutto, da Marcantonio IV Borghese, a cui lavorarono schiere di artisti, rimane lo splendido Ninfeo, restaurato in occasione dell’apertura del Museo (2006). Vi sono raccolte le opere donate da Carlo Bilotti al Comune di Roma, diciotto delle quali di Giorgio de Chirico. Spicca un raro doppio ritratto, Madre e figlia, di Andy Warhol. Sono presenti opere di Severini, Rotella, Manzù, Dynys, Pucci e – non esposte - di Consagra e Greenfield-Sanders. Il museo è caratterizzato da un’intensa attività espositiva. Dalla mitica prima mostra inaugurale, che portò a Roma Damien Hirst, uno degli artisti più considerati del nostro tempo, il museo ha potuto offrire mostre di De Kooning, Jan Fabre, de Chirico, Mafai e Kounellis, Accardi, Afro. Un’attenzione particolare è stata rivolta all’arte americana di cui si ricordano The Big Bang, Movie Stars, Philip Guston- Roma e al collezionismo: una storia privata (collezione Cotroneo), Venezia e il secolo della Biennale (Fondazione Venezia) Dreamings (collezione Sordello-Missana). Project Room e terrazza si offrono come spazi alternativi per piccole mostre. Il museo ha offerto negli anni un’apprezzata attività didattica, attività teatrali, eventi musicali.
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